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Il percorso del Sensorial Running · tappa 18 di 20

Running in the rain

di Maya2 min di lettura

Running in the rain

Non esco mai a correre se piove: ancora non lo so il perché.

Però, non rinuncio ad allenarmi quando ci sono nuvoloni minacciosi in cielo.

Il preludio alla pioggia è un momento unico per me: la forza del vento si scatena, il cielo si rabbuia, lampi e tuoni si avvicinano pian piano e le gocce cominciano a cadere.

A volte, sono leggere, accarezzano il viso, la pelle ed inumidiscono a poco a poco gli indumenti confondendosi con il sudore.

Altre volte, invece, scrosci improvvisi di acqua non danno scampo.

Il rumore della pioggia è come quello delle percussioni: è diverso su ogni superficie che tocca e correndo si sperimentano molte tonalità.

Le piante e gli alberi assecondano il movimento del vento e le foglie che cadono volteggiano nell’aria.

Gli odori che esala la pioggia si mescolano tra loro: quello della terra, delle foglie, dei fiori, dei frutti, degli animali, della salsedine, della sabbia, dei fiumi, persino dell’asfalto …

L’elettricità che si libera nell’aria aiuta a scaricare a terra anche la mia.

Scarpe ed indumenti bagnati appesantiscono l’andatura ed ogni appoggio richiede attenzione.

Finito il momento clou, subentra una calma surreale: il vento si placa, il cielo si rasserena, l’arcobaleno trova spazio tra le nuvole che si diradano, prende piede un sordo silenzio interrotto solo dallo stillicidio delle gocce che cadono e dal gorgoglìo dei rigagnoli di acqua che cercano il modo di defluire.

Nell’aria rimane umidità, per terra pozzanghere d’acqua e dentro di me l’esperienza di aver attraversato la pioggia, senza rifuggirla, e di essere stata spettatrice di una manifestazione della forza della natura.

Anche questo è sensorial running!

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Se “Running in the rain” ha suscitato delle emozioni che ti risuonano in qualche modo, allora puoi leggere anche i seguenti articoli in cui parlo di che cos’è, in generale, il “sensorial running”, delle differenze tra corsa seriale e corsa sensoriale, di cosa ha rappresentato per me la corsa sin da bambina, del mio primo approccio al “sensorial running”, di come puoi diventare sensorial runner, di come per anni ho partecipato a gare competitive, del mio rapporto corsa-alimentazione, di come mi sono chiamata fuori dal circolo vizioso del running competitivo, di come per me la corsa sia diventata uno stile di vita e di come abbia inciso sulla mia scelta di vivere trasversale:

Ed ancora, scopri le sensazioni che può darti un: